La nostra Chiesa è in Sinodo. Il termine diventa
sempre più familiare nelle comunità, parrocchie e aggregazioni. Prima ancora
di essere luogo dove operare il discernimento dell’azione pastorale al fine
di ripensare il modo di comunicare il Vangelo in un mondo che cambia, il
Sinodo rappresenta un formidabile evento di Chiesa, di comunione piena,
dove si ha la possibilità di sperimentare la propria appartenenza al popolo
di Dio, corresponsabili dell’annuncio della buona notizia, pastori, fedeli
laici, diaconi e religiosi.
Pensiamo che il Sinodo non può racchiudersi nella
celebrazione dell’evento stesso, ciò rischia di relegarlo ad un momento,
sia pure importante, ma isolato dalla quotidianità del vissuto ecclesiale.
Si tratta dunque si assumere uno stile pastorale
che coinvolga tutti nelle scelte e nei cammini da percorrere, sempre alla
luce del Vangelo e delle indicazioni del Magistero. In una parola siamo
chiamati a impregnare la pastorale dello stile sinodale.
Nello stile sinodale ci si è chiesto quali passi
oggi la Caritas diocesana è chiamata a compiere dal momento che avverte
forte l’esigenza di crescita; che desidera compiere alla luce del
cammino percorso in questi anni,degli orientamenti pastorali della
Chiesa italiana e della Chiesa locale e delle indicazioni che
Caritas Italiana ci consegna.
In questi anni la nostra Caritas è stata molto
impegnata sia sul fronte della formazione degli operatori, sia nella
creazione di servizi dedicati ai più bisognosi. Per quanto riguarda la
formazione l’offerta è stata diversificata, partendo dai percorsi di base,
diocesani e foraniali, agli incontri tematici, ai
convegni, alla scuola di formazione socio-politica. I servizi alla persona
ci hanno visti impegnati nel Centro San Vincenzo Pallotti, e nel supporto
ai centri d’ascolto che stanno nascendo in varie realtà come risposta alle
esigenze del territorio.
La nostra Caritas oggi ha una struttura capace di
affrontare i nuovi impegni con una consolante naturalezza: il prestito
della speranza, l’accesso al microcredito, il sostegno a quanti sono a
rischio usura. Ora avvertiamo, mentre ringraziamo il Signore per
tanta ricchezza di attenzione ai poveri, che un passo in più va compiuto
nella direzione della reciproca conoscenza e nella capacità di coordinare
meglio le forze, ne avranno beneficio soprattutto i poveri.
Nel solco dell’itinerario che la Chiesa Italiana
sta preparando per il prossimo decennio orientato sull’emergenza educativa
e che vede impegnate tutte le forze ecclesiali perché si ritorni ad avere
passione per l’impegno di educare, anche la Caritas non può non apportare
il proprio contributo, non solo in riferimento alla
formazione da dare agli operatori, ma
nel lasciare emergere con evidenza la
capacità formativa delle opere, dei gesti e delle attenzioni di
solidarietà.
(dall'opuscolo "Camminare insieme" distribuito in occasione del Convegno Diocesano del 17
gennaio 2010)